Immuni: una app antivirus

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La app Immuni “arriverà sul mercato a cavallo della fine del mese. Mancano otto giorni e non ci sarà alcun ritardo”. Lo ha detto Venerdì 23 Maggio il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri.

Questa mattina infatti il Ministero per l’Innovazione ha pubblicato su Github il codice di Immuni, la app di contact tracing che è stata scelta dal governo Italiano per la raccolta di dati utili al contenimento dell’epidemia di Covid 19. Come ha spiegato la ministra Pisano il codice della applicazione è stato reso disponibile in rete e sarà open source, cioè consentirà a tutti di essere esplorato.

La app sarà fruibile nei due principali store di Apple e Google: la sua installazione non sarà obbligatoria ma su base volontaria. Non sarà insomma un salvacondotto che ci permetterà di poterci spostare liberamente sul territorio italiano ma contribuirà, come gli altri dispositivi di protezione individuale , ad aiutare il sistema sanitario nel combattere la pandemia.

Come funziona

L’applicazione si fonda sulla tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE) e mantiene i dati dell’utente sul proprio dispositivo, assegnandogli un ID temporaneo, che varia spesso e viene scambiato tramite Bluetooth con i dispositivi vicini. Immuni, non funzionando tramite il GPS,  non traccerà tutti i nostri spostamenti. Questo vuol dire che non segnala i movimenti ma registra alcuni contatti con altri smartphone che hanno installata la stessa app. Se uno camminasse per chilometri senza incontrare nessuno (o anche nessuno con la stessa app), Immuni non registrerebbe nulla.

I cellulari conservano in memoria i dati di altri cellulari con cui sono entrati in contatto (in forma di codici anonimi crittografati). Associati a questi codici ci sono dei metadati (durata dell’”incontro” tra i dispositivi, forza del segnale percepito) che entrano in gioco nella valutazione (valutazione che viene fatta direttamente in locale sul singolo device e non su un server centralizzato) del “rischio contagio”.

 Quando uno dei soggetti che ha scaricato l’app risulta positivo al virus, gli operatori sanitari gli forniscono un codice di autorizzazione con il quale questi può scaricare su un server ministeriale il proprio codice anonimo.

I cellulari con l’app prendono dal server i codici dei contagiati e se l’app riconosce tra i codici nella propria memoria un codice di un contagiato, invia una notifica all’utente.