Pronto chi parla? Parla Google Duplex.

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L’assistente virtuale di Google che parlerà al posto nostro è l’ennesima novità in tema di intelligenza artificiale.

Dopo aver fatto amicizia con Siri e magari averci anche litigato qualche volta, sta per arrivare il momento di conoscere Duplex.

Il suo compito sarà parlare al posto nostro quando gli affideremo compiti come fare una telefonata per fissare un appuntamento.

Duplex lo farà con la spontaneità, la naturalezza e il realismo sufficienti a evitare la sensazione di parlare con un robot. La vera novità sembra soprattutto questa.

Non mancheranno le pause al punto giusto, gli intercalari e le alterazioni nel tono. Sempre mantenendo la cortesia e anzi, promuovendola ringraziando se nella domanda sente anche un per favore.

Google fa sul serio e punta moltissimo sull’ assistant .

Tra gli sviluppi delle routine personalizzate assisteremo a perfezionamenti della routine ‘la cena è pronta’ e Google spegnerà la tv mandando in broadcast il messaggio che chiama tutti a tavola e fa partire una playlist di musica ambientale.

Al Google I/O di qualche settimana fa la presentazione di Duplex ha sorpreso tutti grazie offrendoci l’ascolto di alcune telefonate fatte dal Google assistant a ignari commessi, prenotando il ristorante e il parrucchiere. Duplex è stato in grado di comprendere frasi molto veloci e comportarsi in modo adeguato.

Nel mio lavoro sono fondamentali le interazioni autentiche, anche le più brevi, e la prima cosa che ho pensato circa l’efficacia di un assistant che simuli una persona all’altro capo del telefono riuscendoci è che ci sono questioni etiche rilevanti da affrontare. Il presupposto alla base di una funzionalità del genere è l’inganno. Fino a che si tratta di un invito a sedersi a tavola in ambito famigliare, e fino a che è condiviso il fatto che a parlare sia l’assistant è evidente che non ci siano problemi di questa natura.

Lo sfruttamento di Duplex in questo tipo di telefonate può togliere valore alle telefonate fatte da persone reali. La diffusione su larga scala di Duplex e l’impossibilità a distinguere umano da automa potrebbe portare a questo.