5G ora possiamo parlarne e iniziare a conoscerlo

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È più tangibile il futuro promesso dall’ IOT perché la velocità di 1GB al secondo è già presente nelle case di alcuni italiani, da alcuni mesi, grazie ad Open Fiber.

Sto parlando di 5G, che semplicemente significa quinta generazione, che progressivamente prenderà il posto della precedente ed ormai familiare 4G.

Mentre con il passaggio dal 3G al 4G il nostro pensiero è stato “navigo più velocemente ma, alla fine, anche con il 3G facevo tutto quello che mi serviva”, con il 5G si arriverà non solo ad offrire più banda, ma incrementerà l’efficienza nelle comunicazioni.

E arriverà per connettere non solo smartphone ma molti oggetti che fanno parte della nostra vita quotidiana: IOT, Internet delle cose.

Entro il 2020 ci saranno 20,8 miliardi di “cose connesse e queste, in prevalenza, non saranno smartphone.

Più banda, più oggetti e più utenti connessi ma soprattutto più efficienza come minor latenza per l’accesso alla rete.

Pensiamo alla possibilità di aprire una porta, dove l’efficienza è più una questione di latenza della risposta che di velocità di apertura della stessa.
Entrando in casa stiamo prendendo confidenza con la smart home, dalla smart Tv al gaming, alla lavatrice.

Ma uscendo di casa sarà smart city: la città collegata con il 5G consentirà di gestire tutti i servizi e dispositivi della città.

Viabilità e traffico, servizi per il cittadino, sensori di sicurezza, video sorveglianza, tutto gestibile da remoto!

Le auto dialogheranno in tempo reale con le infrastrutture delle strade ricavando informazioni vitali per la sicurezza del guidatore.
I nodi stradali si ‘parleranno’ per garantire una migliore gestione del traffico deviando il percorso delle auto in caso di problemi.

Affacciarsi al 5G, poterne già godere nelle nostre case da oggi, è un assaggio del futuro: nuovi prodotti, nuovi servizi, nuove soluzioni, nuove industrie, nuovi equilibri.

Ci apprestiamo ad una rivoluzione quindi che non sarà solo una questione di prestazioni, come appunto il passaggio da 3G e 4G, ma di possibilità offerte da questo nuovo standard: in particolare le sinergie che nasceranno tra gli oggetti e il loro sensori.