Il formato UNIVISION 18:9 (2:1) nella storia dell’evoluzione degli smartphone

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Univision è il formato adottato per la prima volta da LG G6, seguito da Samsung S8, iPhone X e tutti gli altri, inevitabilmente a ruota, fino al One Plus T5.

Come qualche attento lettore avrà già intuito, oggi parliamo dunque di display con il cosiddetto aspect ratio 18:9.
La novità dell’anno è già nelle mani di molti utenti e già dall’impugnatura si nota la prima differenza.
Per ragioni commerciali, e facilitazione di confronto con lo standard più diffuso, il 16:9, si parla di 18:9: la proporzione è, in fondo, un elementare 2:1.
Uno smartphone più stretto ha un evidente vantaggio nell’ergonomia. Quali sono e quali saranno gli altri? Sentiremo parlare più spesso di forma ultrapanoramica?
Il formato ebbe un battesimo illustre nella cinematografia con Vittorio Storaro, direttore della fotografia e vincitore di tre premi Oscar, per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore.
Storaro, nel 1998, aveva già previsto che in futuro tutti i film sarebbero passati in digitale su schermi di ogni dimensione e sentiva l’esigenze di proporre un formato che potesse valere per cinema, TV e dispositivi portatili.

Nel film Apocalypse now, girato vent’anni fa, fece segnare nel vetro smerigliato della cinepresa un segno in 2:1 chiedendo all’operatore di macchina di non mettere assolutamente nulla di importante fuori dai due riferimenti.

Non è un caso, quindi, che lo scorso febbraio fosse l’ospite d’onore alla presentazione dell’LG G6, primo smartphone con tale rapporto.
Sono di questo autunno House of Cards, Stranger Things e Star Trek Discovery ‘prodotti’ pensati per la TV, dove il 16:9 è uno standard, e dove le immagini avranno inevitabilmente le classiche bande nere.

Su questi smartphone si vedranno perfettamente, ma, ripeto, sono prodotti televisivi, benchè Netflix sia largamente utilizzato anche sui devices, in mobilità.
Forse è troppo presto per parlare di una svolta nell’evoluzione degli smartphone.
Quello che è certo è che, nella lettura di testi e nello scorrimento, la maggiore lunghezza dello schermo sia un vantaggio decisamente apprezzabile.

Questi, insieme all’aspetto ergonomico, già basterebbero oggi per l’acquisto di chi ne fa principalmente un uso affari, laddove giochi e video rimangono secondari o comunque non prevalenti.