Lunga vita alla batteria! La sua durata dipende molto da noi

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Arriva quel giorno in cui inizi a pensare che lo smartphone sia da cambiare, perchè ‘non tiene più la batteria’.
Sostituire la batteria viene individuata come una soluzione, senza pensare che probabilmente, per quel modello, in commercio non se ne trovano più.

Ok, questo articolo potrebbe anche non cominciare e potrei scriverne uno con i motivi che sono una scusa per sostituire il proprio smartphone dopo neanche due anni!
La mia intenzione è parlare oggi della batteria, e degli accorgimenti che l’utente dovrebbe adottare per non doversi confrontare troppo presto con l’inefficacia della stessa.
Si parla sempre più spesso dell’autonomia di una batteria, forse perchè non poniamo la giusta attenzione sulle sue caratteristiche in fase di acquisto. Ci facciamo conquistare immediatamente dal dato dei mAh dichiarati dal produttore, ma poi non facciamo i conti con una caratteristica altrettanto cruciale: il ciclo di vita di una batteria.

I mAH dichiarati possono anche essere 4000, ma non è il numero che conta davvero, perchè dipenderà da come li gestirà lo smartphone: le pile sono infatti estremamente delicate e un uso scorretto del device determina un accorciamento di questo ciclo.
Tutto è principalmente dovuto ai materiali con cui sono costruite. Il litio, che viene utilizzato perchè è un minerale molto leggero, tende a scaldarsi facilmente. Le alte temperature però riducono drasticamente il numero di cicli che una batteria può fare.
L’esposizione al sole, molto probabile durante l’estate, va pertanto gestita con molta attenzione.
Nello stesso modo dovremmo limitare l’uso intenso di determinate app, spesso i giochi che, sfruttando la grafica, stressano particolarmente alcuni componenti con conseguente surriscaldamento.
Apple dedica una pagina del proprio sito agli accorgimenti da tenere in considerazione  . La sua lettura può interessare interessante per ogni possessore di smartphone, considerando che anche su Android.com si pone attenzione, sebbene a mio parere in maniera minore, su questo tema.

La tematica più approfondita, in comune ad Apple e Android, risulta essere quella della ottimizzazione delle impostazioni.
In questo, mentre Apple interviene, da iOS9 in poi, con la funzione ‘risparmio energetico’ riducendo la luminosità del display e limitando lo scambio dati in background, Android, da 6.0 in poi, quando il dispositivo non è in uso viene messo automaticamente in sospensione.
E’ rassicurante questo orientamento dei costruttori, e il consiglio di SmartX è quello di favorire l’attivazione automatica delle funzioni di risparmio energetico.
Apple consente all’utente di decidere quali app debbano lavorare in background ed è un menu così chiaro che è un invito ad ottimizzare ulteriormente gestione della batteria.
Google l’invito lo fa ai costruttori con il Compatibility Definition Document, che impone con Oreo (l’Android 8.0), la gestione uniforme dei processi in background.
Tornando al ciclo di vita,  mi preme concludere, più nello specifico, con i cicli di carica/scarica.
La regola da osservare è molto semplice: più brevi sono i cicli di carica/scarica, più dura la batteria!

Ciò significa che, quando possibile, è buona abitudine mettere in carica lo smartphone.
Il consiglio che spesso ricorre è quello di lasciar, ogni tanto, scaricare completamente la batteria e quindi ricaricarla al 100%. Questo suggerimento è valido per ricalibrare il sistema che gestisce, per lo smartphone, la batteria, ma non per calibrare quest’ultima. Il consiglio non va pertanto scambiato con la necessità di usare, tutti i giorni, la batteria portandola fino allo zero! Anzi, quando è possibile, sarebbe meglio non fare scendere la carica sotto il 20%.